04/04/07

Labirinti mentali

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Non era affatto proibito lasciare il labirinto. Al contrario, chi vi riusciva veniva considerato un eroe, un uomo di grande talento, e della sua leggenda si continuava a parlare a lungo. Ma ciò era consentito solo alle persone felici. Le leggi cui sottostavano gli abitanti del labirinto erano paradossali, ma immutabili. Una delle più importanti diceva:
Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Per non parlare del minotauro. Cosa c'è di più spaventoso e, al contempo, di più stronzo di un uomo mezzo toro? L'inconscio è un pandemonio di sfighe. O forse è la realtà ad esserlo?

il V ha detto...

Le realtà sono tante quanti gli esseri umani, diceva qualcuno. Lo stesso dicasi per gli inconsci. Se il nostro 'io' si convince che il mondo è grigio, non possiamo che vederlo come tale. Solo convincendo l'inconscio che la realtà che ci circonda può anche avere dei colori bellissimi riusciremo a godere ogni singolo, stupido istante delle nostre piccole esistenze. Iniziare a vivere, cessando di sopravvivere. In caso contrario saremmo morti pur vivendo e tale prospettiva dovrebbe spaventare anche i più temerari recordisti di immersioni nella depressione.

Mi auguro solo che il destinatario di questo post sappia trarne qualche tipo di conforto. :)